L’area ricadente nel Sistema Museale Territoriale si caratterizza per la presenza di due areali geografici contigui: i Monti Prenestini (Comuni di Capranica Prenestina e Cave) e la Valle del Giovenzano (Comuni di Gerano, Pisoniano e Saracinesco). Da ciò l’evocativo acronimo “Pre.Gio.”

I M.ti Prenestini sono collocati in posizione intermedia tra il margine della piattaforma laziale-abruzzese e il bacino pelagico umbro-sabino. Il territorio appartiene a due bacini idrografici: il fiume Aniene a Nord-Ovest e il fiume Sacco a Sud –Est. Dal punto di vista geomorfologico, i Prenestini costituiscono una lunga catena con un’altezza media di circa 850 m s.l.m. orientata in senso Nord-Sud ed una quota altimetrica massima di 1.218 m s.l.m. (Borgo di Guadagnolo, fraz. di Capranica Prenestina). Sono caratterizzati da elevata biodiversità: dai più comuni cinghiali a specie più rare, come l’ululone a ventre giallo e la salamandrina dagli occhiali. Frequenti sono anche faine, ghiri, volpi, tassi, istrici, predatori come il gatto selvatico, il lupo appenninico, la donnola e molti rapaci, la poiana, lo sparviere e il gheppio.
L’area è caratterizzata nella sua sommità da superficie a pascolo, prevalentemente ai margini il bosco misto (carpino nero, acero campestre, cerro, orniello, nocciolo e olmo). Faggi sono presenti nel versante nordoccidentale e si conservano a quote intorno ai 900-600 m s.l.m. in ambienti freschi e impervi. Al di sotto degli 800 m s.l.m. si estendono i castagneti, pianta non endemica trapiantata in epoca storica nelle zone in ombra e lungo il versante orientale.
La Valle del Giovenzano si origina dalle alture dei M.ti Prenestini, che la separano nella parte meridionale dalla vallata del fiume Sacco. Si sviluppa verso Nord, fino a confluire da un lato nella Valle dell’Empiglione, dall’altro, direttamente nella Valle dell’Aniene, nei pressi della Stazione FS di Mandela, all’incrocio con il transito della Via Tiburtina Valeria (Km 44,00 ca.). La zona è ricca di sorgenti d’acqua che alimentano il fiume e il bacino idrografico; la presenza di acque sorgive è all’origine, nel fondovalle, di una zona di matrice palustre-acquitrinosa, la cui tendenza all’allagamento dei suoli è ancora riscontrabile per opere di bonifica realizzate in periodi recenti e nella toponomastica (Pantani, Prata). Le alture circostanti sono coperte per la quasi totalità da boschi di castagno, olmo, quercia; laddove il bosco ha lasciato spazio alle coltivazioni, vi sono aree di oliveti e vigneti. Le zone nei pressi delle vette montane, prive di boschi e coltivazioni, presentano tipica vegetazione a prato, ottimale per l’allevamento, tuttora praticato, di varie specie animali. Dal punto di vista storico la quasi totalità degli insediamenti deriva dal processo di Incastellamento (fine X sec. d.C.) su iniziativa del Monastero di Santa Scolastica (Subiaco) o, successivamente, di famiglie nobiliari del territorio.


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