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Informazioni sul Borgo
Indirizzo : Piazza G. Garibaldi, 6 - Cave
Telefono: 06 9500081
Fax: 06 9581363
E-mail: segreteria@comune.cave.rm.it
Pec: protocollocave@pec.actalis.it
Sito internet: www.comune.cave.rm.it
Numero abitanti: 10998
Altitudine: 399 m
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Cave sorge fra le loro ultime pendici dei Monti Prenestini e la Valle del Sacco. La città deve il suo nome alla presenza in loco di cave di pozzolana (tufo vulcanico) e breccia scavate nel territorio per le esigenze della zona e della vicina Praeneste (l’attuale Palestrina). Risale al Medioevo l’origine del borgo citato in alcuni documenti con il nome di Castrum Trebanum. Il 971 è l’anno in cui venne sottoscritta la convenzione tra l’abate di Subiaco e quello dei SS. Cosma e Damiano: documento che si ritiene dia origine a Cave come vero e proprio Castrum enfiteutico dell’Abbazia di Subiaco. Data la sua posizione, il Castrum era considerato di un certo pregio strategico e per questo fu varie volte oggetto di conquiste ed attacchi alternativamente da parte del papato e dei nobili. Non si conosce la struttura reale del borgo originario, se non da alcune rappresentazioni, sicuramente sommarie, riportate nella cartografia più antica, che rappresentano sempre Cave come agglomerato molto compatto, cinto da mura e caratterizzato dalla presenza di un’erta torre (che crollerà nel 1760). Cave fu feudo di diverse famiglie nobiliari succedutesi nel tempo, come i Caetani, i Conti, i Borgia e i Carafa, ma quelle che impressero certamente segni indelebili nella storia della città furono gli Annibaldi e i Colonna; quest’ultimi, in particolare, ebbero un ruolo importante durante i momenti concitati della firma del Trattato di Pace, che avvenne presso Palazzo Leoncelli, una delle più nobili dimore cittadine, il 13-14 settembre 1557 e sancì la fine della sanguinosa guerra del sale combattuta tra lo Stato Pontificio sotto papa Paolo IV e la Spagna. La città è caratterizzata dalla presenza di chiese di notevole interesse: la Chiesa di San Lorenzo, in stile romanico risalente al X secolo, affrescata con un ciclo pittorico che presenta particolari livelli iconografici; il Santuario della Madonna del Campo, meta di pellegrinaggi, che ospita il quadro bizantineggiante rinvenuto misteriosamente il 27 aprile 1655 durante i lavori di rifacimento del manto stradale; la settecentesca Chiesa di Santo Stefano, arricchita da quattro opere di pregio del pittore polacco Taddeo Kuntze, costruita sulla chiesetta inferiore risalente al ‘400, che conserva degli affreschi della scuola di Taddeo Zuccari. Presso l’ex Ospedale Mattei è ospitato il Museo Lorenzo Ferri, dedicato allo scultore, restauratore e sindonologo Lorenzo Ferri (1902-1975): la sezione museale ospita una gipsoteca molto nutrita di opere in gesso dell’artista altamente rappresentative delle diverse fasi di tutta la sua carriera, mentre la sezione del Presepe Monumentale, presso le sale ipogee dell’ex Convento degli Agostiniani, ospita la gigantesca natività realizzata da Ferri nel 1948 con statue alte più di 4 metri; nelle stesse sale è ospitata la Sezione Sindonica dove sono presenti gli studi di Lorenzo Ferri sull’Uomo della Sindone.

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