PISONIANO

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PISONIANO

A lungo la storiografia locale ha affermato la derivazione del toponimo Pisoniano dal noto personaggio romano Calpurnio Pisone, membro della Gens Pisonia, noto per essere stato membro della congiura ai danni di Nerone dell’anno 65 d.C. Tale quadro storico è stato posto in dubbio, e sostanzialmente smentito, nel 2008 quando, mediante una tomografia elettrica geognostica, è stato possibile constatare la differente natura dei resti archeologici tradizionalmente attribuiti alla cd. Villa di Pisone. In effetti, la prima citazione di un centro abitato corrispondente all’area dell’odierno Pisoniano è del 997, quando appare citato da un Privilegio di Papa Benedetto VI come possedimento sublacense. Non è chiaro esattamente quando l’abitato venne eretto, ma in un diploma di Innocenzo III del 1216 esso è già citato come Castrum Pisciani e, dunque, doveva essere già dotato di opere di fortificazione.
Nel 1484 la zona comprendente Pisoniano, parte del feudo di proprietà della famiglia Colonna, subì l’assedio delle truppe papali che, espugnate le difese, si diedero al saccheggio. Nonostante ciò, il centro restò nelle mani dei Colonna fino al 1563, quando questi cedettero il feudo ai Massimo che a loro volta, nove anni più tardi, lo vendettero ai Theodoli.  A quest’ultima famiglia è dovuta l’edificazione di un torrione difensivo, malauguratamente crollato nel 1969, e, nel XVII sec., della Chiesa di San Paolo. L’attuale chiesa parrocchiale, costruita attorno ai primi anni del ‘900, prese il posto della precedente inglobandone alcune strutture; dalla presenza di alcuni elementi decorativi si deduce, infatti, che alcune mura appartengono all’antico edificio. Posizionata all’interno del centro storico, la Chiesa di San Paolo oggi mostra una facciata scandita da una successione di pseudocolonne con capitelli ionici. L’interno è suddiviso in tre navate con lesene dipinte a finto marmo.
Risale al settecento la Chiesa della Madonna della Neve, che trova luogo lungo il percorso che dal paese giunge al Santuario della Mentorella. L’attuale chiesa conserva oggi una preziosa tela raffigurante una Madonna con Bambino, dipinta da un autore ignoto su diretta ispirazione di una più celebre opera, di epoca bizantina, conservata nella Chiesa di Santa Maria Maggiore in Roma.
Fuori dal centro abitato è collocata la Chiesa di Santa Vittoria. La tradizione popolare vuole che il nucleo originario della struttura sia stato costruito molto tempo prima, addirittura nel VI sec. d.C., sul luogo dove una tradizione locale vuole che Santa Vittoria abbia trovato rifugio durante le persecuzione di Decio. Un’epigrafe murata sulla porta d’ingresso ricorda, comunque, una riedificazione avvenuta nel 1681. L’aspetto attuale della chiesa è dovuto a rifacimenti del XVIII e XIX sec.

Il piccolo paese sorge sul versante ad est del Monte Guadagnolo, sulla sommità del quale svetta il Monastero della Mentorella, raggiungibile dall’importante e suggestivo percorso nominato Sentiero Karol Wojtyla, percorso ogni anno da numerosi fedeli.

Da visitare anche il Museo Civico della Canapa che conserva, promuove e valorizza il patrimonio culturale e le tradizioni del territorio legate alla coltivazione della Cannabis Sativa. Il percorso propone attività didattiche per una costruzione attiva e partecipata del sapere.

Le sale offrono un ventaglio di informazioni sui molteplici usi della canapa, dal suo antico impiego come fibra tessile all’uso farmaceutico, alimentare, cosmetico ed edile, anche con installazione multimediali. Inoltre, nel museo è possibile visitare una straordinaria collezione di riproduzioni di macchine di Leonardo da Vinci.

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