CERRETO LAZIALE

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Cerreto Laziale
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nevicata del 2012
campanile

CERRETO LAZIALE

Cerreto Laziale è un territorio abitato fin dall’antichità, in particolare nell’area presso la Fonte di Farolfo in località Le Jonte, come testimoniano i resti delle mura poligonali di età protostorica.
Il sito attuale fu eretto nella prima metà dell’XI secolo d.C. sulla sommità di un rilievo leggermente distaccato dalle alture circostanti, secondo le consuete dinamiche dell’incastellamento di questa regione; l’abitato, nonostante varie vicende tumultuose nei suoi primi secoli di esistenza, rimase dotato solamente di mura perimetrali fino alla fine del XIV secolo, quando venne edificato il castello e qui stanziata una minuscola guarnigione.
L’edificio del Castello, di forma trapezoidale e munito di quattro torrioni, oggi colpisce ancora per l’imponenza del maschio, la poderosa torre situata all’ingresso; queste difese tuttavia non evitarono al paese i saccheggi e gli attacchi da parte dei briganti.
Cerreto rimase sotto il controllo dell’Abate Commendatario fino al 1753, passando poi alla Congregazione del Buon Governo fino al 1870, anno dell’Unità d’Italia; il nome completo di Cerreto Laziale si attesta a partire dal 1886 per distinguerlo dagli altri comuni omonimi.

Nel 1992 la comunità cerretana ha fatto realizzare numerose opere d’arte contemporanea, oggi visibili nella piazza principale del paese, in occasione della ricorrenza del quarto centenario di un fatto storico: il 13 e 14 aprile 1592, alcune bande agli ordini del terribile Marco Sciarra attaccarono il borgo, incendiando tutte le abitazioni situate fuori dalle mura e uccidendo quanti non si erano posti in salvo all’interno delle fortificazioni durante l’assedio; la salvezza per Cerreto giunse grazie all’idea di usare una povera gatta per appiccare il fuoco agli accampamenti nemici. Curioso il nome della via dove sorgevano le case coinvolte nell’incendio, denominato vicolo delle case cotte.

Da visitare il Museo Civico MAMeC (Museo di Arte Moderna e Contemporanea) inaugurato nel 2012, che ospita una collezione di oltre 200 opere, essenzialmente pittoriche, di cui 60 esposte, donate spontaneamente da artisti in seguito a mostre tenutesi presso la GAMeC (Galleria di Arte Moderna e Contemporanea, oggi sede distaccata del Museo Civico) a partire dal 2003.
La GAMeC è definita “Margutta Cerretana” per via del gemellaggio con l’Associazione Romana dei “Cento Pittori di Via Margutta” i cui artisti hanno esposto le proprie tele.

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